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Il Groundwork (lavoro da terra) perché lo facciamo.

Perché si fa il Groundwork? Cioè il lavoro da terra?

Il Groundwork serve a instaurare confidenza reciproca tra cavallo e uomo. E’ un opportunità per instaurare Fiducia Reciproca, Confidenza, Rispetto e Reciproca Comprensione. In più l’ uomo ha la possibilità di posizionare se stesso nel ruolo di Leader, una posizione che va guadagnata. Come sempre sono le piccole cose che fanno la differenza.  Avere il proprio cavallo ben maneggiato in capezza rende ogni cosa più semplice e sicura. Come prendere il cavallo al paddock, portarlo in lunghina, caricarlo sul trailer, visitarlo, curarlo, prendersi cura degli zoccoli, sellarlo e infine montarlo.

Usando questo tipo di approccio stabiliamo con il cavallo un linguaggio basato sulla risposta e sul il controllo dei sui movimenti. Migliorare il comportamento del nostro cavallo alla capezza, è utile in ogni pratica quotidiana e nel rapporto con il nostro cavallo. Il Groundwork aiuta a superare diversi problemi, predispone il cavallo in una buona attitudine nei nostri confronti e alle nostre richieste, contribuisce a sviluppare la rotondità, la flessione e la leggerezza nel cavallo.

Da terra, ci troviamo in un ottima posizione per osservare il nostro cavallo. Possiamo osservare quando pensa e imparare da questo. Possiamo osservare i suoi piedi e imparare come si muove. Con il Groundwork si imparara a ottenere l’ attenzione del cavallo. Per ottenere la loro attenzione e la loro fiducia bisogna mantenere le cose interessanti, nuove e sapere ricompensarli al momento giusto. Per questo si dice che l’A ddestramento non dovrebbe sembrare addestramento (“Training shouldn’t look like trainig. Ray Hunt”). Altrimenti il Groundwork perde la sua utilità e la sua consistenza. Non è più Groundwork, ma allenamento. E allora ci troviamo con cavalli in cui l’allenamento è stato “troppo”, troppi cerchi alla corda, troppi cambi di direzione fatti senza pensare, troppo esercizio fisico e troppo poco tempo e spazio per il cavallo per Pensare.

Il Groundwork va usato per  insegnare al cavallo a rispondere prontamente e a cedere alla pressioni. In questo anche la persona trova benefici in quanto impara il giusto Feel, Timing e Release nel chiedere e premiare il cavallo. Pochi minuti di un Buon Groundwork  possono preparare mentalmente il vostro cavallo. Infatti il Groundwork, se fatto correttamente, insegna al cavallo a rispettare il nostro spazio, a non calpestarci e a non spingerci. Sarà quindi più sicuro stare in sua compagnia.

Ricordate che quando siete con un cavallo, state continuamente insegnandogli qualcosa. Anche se non ne siete consapevoli. Lui sì, il cavallo è come una spugna e impara in ogni momento. Assicuratevi che quello che gli state insegnando sia una cosa positiva per voi e non una che diventerà con il tempo una brutta abitudine.

Il Groundwork può essere fatto con cavalli di ogni età, dal puledro di 1 anno al cavallo di 20 anni. (Ovvio che adegueremo le richieste in base all ‘età, al background e ai problemi fisici e non che il soggetto può presentare.

Per concludere: concludete la vostra sessione di Groundwork con una nota positiva, anche piccola. Non fermatevi perché lo dice l’orologio, fermatevi in un buon momento per voi e per il cavallo, in pratica chiudete in bellezza!“The important thing is to make sure the last word you have with the horse is good for both of you.”
― Buck Brannaman, Faraway Horses: The Adventures and Wisdom of One of America’s Most Renowned Horsemen

 

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