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Cavallo Pazzo e la sua breve ma intensa vita, Old West.

Alla scoperta di un personaggio cruciale dell’ Old West:

Cavallo Pazzo.

Di tutti i Capi Indiani o meglio Nativi Americani conosciuti e famosi come Toro Seduto, Nuvola Rossa, Geronimo, Cochise, solo per citarne alcuni, appartenenti a tutte le Tribù il più enigmatico e affascinante è Cavallo Pazzo. Che di fatto non era un Capo, ma un grande Guerriero e Leader Spirituale della Nazione Sioux.

Cippo commemorativo della morte di Cavallo Pazzo così dice: “In questo punto Cavallo Pazzo Capo Oglala fu ucciso il 5 Settembre 1877.”

Di Cavallo Pazzo si conosce il giorno della sua morte avvenuta il 5 Settembre 1877 a Fort Robinson, aveva all’ incirca dai 30 ai 40 anni. Non si sa di preciso la sua data di nascita (si presume intorno al 1840-1845?), ma si conosce il luogo preciso in cui è nato; non ci sono fotografie che lo ritraggono, perché si è sempre rifiutato di farsi immortalare. Faceva parte della Tribù Oglala dei Sioux.

Vorrei fare un salto indietro all’ inizio del secolo. Intorno al 1800 le Grandi Pianure dell’ Ovest americano erano popolate da circa 1 milione di Nativi Americani e da quasi 50 milioni di bisonti che galoppavano liberi e indisturbati nelle praterie. Negli anni successivi  fino ad arrivare alla fine del secolo il numero di entrambi si era drasticamente ridotto a causa dell’ Uomo Bianco che ha iniziato a invadere i loro territori. Il numero dei bisonti era sceso drasticamente a 1.000 e quello dei Nativi a 237.000.

Pensiamo a come poteva sentirsi un Nativo Americano in quel periodo, quando sembrava che tutto il loro mondo stesse per crollare…frustazione, rabbia, paura, incertezza e… per molti di loro, voglia di combattere. Combattere per salvaguardare il proprio diritto a vivere come volevano vivere, liberi come erano sempre stati.

Cavallo Pazzo, Tashunka Uitko in lingua Sioux, scelse di combattere. Non si fidò mai dell’ Uomo Bianco, non prese mai parte a nessun concilio, non scese a patti con l’ Uomo Bianco e combatté finché poté, finché quasi tutti i Nativi avevano ceduto alla potenza devastante dei Bianchi e si erano convinti, seppur riluttanti, a entrare nelle Riserve. Ormai il cibo scarseggiava, non c’erano più bisonti e occorreva garantire sopravvivenza al proprio popolo.

Tashunka in lingua Lakota, la lingua dei Sioux significa appunto Cavallo, ma Uitko significa davvero pazzo? Pazzo, dispettoso, bizzarro, invasato… uno di questi significati.

Cavallo Pazzo fu il vero eroe e trionfatore di Little Big Horne, la battaglia in cui nel giugno del 1876 Custer e i suoi soldati del Settimo Cavalleria furono sterminati dagli Indiani in una battaglia che ha lasciato il segno nella storia. Nonostante molti indiani combatterono a piedi, per via del terreno, lui cavalcò e combatté a cavallo per tutto il tempo. Furono le sue capacità di stratega, oltre al numero molto superiore di Indiani a portargli quella vittoria e non solo quella, ma anche altre meno famose. Dietro al Massacro Fetterman c’è sempre la mente astuta di Cavallo Pazzo.

Quello che dovete sapere è che Cavallo Pazzo cambiò il modo di cambattere dei Nativi che spesso era inefficiente, anche per via delle armi imprecise e di seconda mano che possedevano, mancava di tattica, di ragionamento. Cavallo Pazzo spiazzò i soldati Americani. Essendo molto spesso in numero minore i Nativi dovettero sfruttare l’ astuzia, attirare i soldati in luoghi isolati, fingendosi in fuga e poi attaccando all’ improvviso quando il terreno era loro favorevole (così accadde al Tenente Fetterman) o circondando i nemici con vari stratagemmi che in passato non erano stati adoperati. Di solito gli Indiani combattevano ognuno per se, senza uno schema preciso, magari puntando alla gloria personale, impavidi, ma disordinati. Cavallo Pazzo con il suo carisma, la sua fede e il suo coraggio li rese una specie di “esercito”. Come la volta in cui, essendo in inferiorità numerica si inventò di far sfilare le sue truppe su un crinale per essere visti dai soldati. I nativi si muovevano in cerchio, cioè passando dalla coda al davanti della colonna per fare sembrare il loro numero enorme e questo terrorizzò i soldati che si sentirono circondati da una marea di Indiani. Ed è questa l’ immagine che verrà poi ripresa da tanti film western e che terrorizzerà i poveri pionieri…essere circondati da un mare di indiani…

Cavallo Pazzo un guerriero il cui nome ha fatto tremare le Praterie per trent’anni.

Quello che ho scritto è stato liberamente tratto da un bellissimo libro, scritto da un autore italiano, di cui riporto la copertina qui a fianco, che ringrazio per avermi fatto conoscere un mondo e un modo di vivere ormai scomparso e di avermi fatto conoscere un Uomo, con il suo carattere, le sue debolezze, ma soprattutto la sua grande forza, non solo un personaggio storico.

 

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