Al Sillar Creek Ranch facciamo Natural Horsemanship, cos’è e perché?

I cavalli per natura non sono animali aggressivi o violenti, ma possono diventare pericolosi se spaventati, o traumatizzati. Un comportamento che noi giudichiamo aggressivo per loro è una difesa, ma questo non cambia il fatto che possa essere pericoloso per l’uomo vista la mole, la forza e la potenza di questi animali unita ad alcune loro caretteristiche psicologiche (modo di reagire agli eventi). Se un cavallo adotta atteggiamenti potenzialmente pericolosi, bisogna fare qualcosa e vi assicuro che non è dicendo ” con il tempo passerà” o ” l’importante è stancarlo facendolo lavorare” che sistemerete le cose. Volete uscire in passeggiata con un cavallo potenzialmente pericoloso per voi e per gli altri in attesa che si sistemi? Non mi sembra una grande idea… Bisogna invece iniziare a rapportarsi a lui in maniera diversa, iniziare a creare un rapporto che ci permetta di insegnarli come vogliamo che si comporti, per la nostra sicurezza.

Molte persone non si rendono conto di avere un cavallo che necessita di addestramento, sembra loro normale che il cavallo li strattoni alla lunghina, li porti in giro, pesti loro i piedi, non si faccia guidare, non rispetti i nostri spazi, non stia fermo quando è legato o mentre lo selliamo, non dia i piedi serenamente, scarti per ogni minima cosa, fugga da noi non appena gli togliamo la capezza. Ma un bravo cavallo non si deve comportare così, deve essere gestibile, controllare i suoi stati d’animo e rispettare i nostri spazi ed è nostra responsabilità insegnarglielo ed è qui che entra in gioco La Natural Horsemanship, perchè i cavalli possono imparare!

NATURAL HORSEMANSHIP , questa sconosciuta

Come spiegare cos’è l’Horsemanship? Una “ parola ” che ci arriva dalla tradizione del West Americano e che ultimamente si sente spesso, troppo spesso, sulla bocca di tutti, infiammando i dibattiti.Viene anche chiamata doma dolce, doma etologica, addestramento etologico…

Proviamo di spiegare semplicemente di cosa si tratta, togliendogli quell’ alone negativo legato alla “ doma dolce” o ai cosiddetti “ sussurratori”, dà l’idea che venga considerata una cosa da femminucce o da “ santoni” che praticano delle “Macumbe” sui cavalli e solo loro sono in grado di…Woha…. Fermiamoci un attimo.

Intanto come tradurla? Quando una parola è difficile da tradurre è perché di quella parola , un certo popolo (cioè noi) non ne ha mai sentito la necessità. Infatti per spiegare cos’è la Natural Horsemanship ci occorre un intero manuale! ( Ah, la lingua americana…sarà dura, strascicata e scorretta, ma ha un enorme pregio: quello di esprimere i concetti in maniera illuminante, chiara, lampante, senza fraintendimenti.)

Ritengo che sia vero, non abbiamo avuto la necessità di questa parola, o cultura che sta dietro questo termine, fino a pochi anni fa, ma ora sta arrivando anche da noi il desiderio di avere un rapporto di scambio reciproco con il proprio cavallo, di comunicazione, di fiducia e di rispetto, per questo si tendono ad abbandonare i vecchi metodi di doma, basati spesso sul piegare la volontà dell’ animale e sul fargli provare dolore e paura, per passare a qualcosa di altrettanto funzionale,  se non addirittura piu’ funzionale, ma mooolto piu’ difficile.

Sarà forse per questo che la Natural Horsemanship viene tanto denigrata e criticata dai tradizionalisti? Forse perché è più facile sottomettere e “tenere” un cavallo con la forza, che conquistarne la fiducia. Forse perché se intraprendi questa strada sei costretto a guardarti dentro e a crescere, a conoscerti profondamente anche negli aspetti di te che non ti piacciono e tentare in continuazione di migliorare come essere umano. Forse perché quando un cavallo “sbaglia” qualcosa, la colpa la devi dare a te stesso che non lo hai educato nella maniera giusta ed è una responsabilità pesante. Essere un Horseman richiede maturità, responsabilità e soprattutto  per chi lo intraprende è un percorso che dura tutta una vita. Ma per chi decide di seguire questa strada, è una missione.

Il termine Horseman lo possiamo tradurre in “ uomo di cavalli “ ben diverso da cavaliere, mentre se guardiamo il significato in inglese di horsemanship “ skill in handling and riding horses”, cioè abilità nel  maneggiare e montare i cavalli, questo già ci da un’ idea più generale di tutto quello che comprende l’ Horsemanship. Aggiungiamo ancora una piccola considerazione sul finale “ ship ”, pensiamo alla parola amico- friend e amicizia friendship, possiamo definirla anche come amicizia tra uomo e cavallo.

La Natural Horsemanship racchiude una varietà di tecniche che sono divenute sempre più popolari a partire dagli anni 80. Le tecniche variano, ma i principi su cui si basano sono pressoché gli stessi , ecco perché qua da noi si parla di “ doma dolce”, doma etologica” o “equitazione etolica”, francamente non mi piace nessuno di questi termini e credo che rimarremo fedeli  al termine originale Horsemanship o Natural Horsemanship.

Questi principi sono derivati dall’osservazione del comportamento naturale dei cavalli allo stato brado,  vengono usati per insegnare e per  rapportarsi ai cavalli in una maniera che loro comprendono naturalmente  in modo tale che siano sempre in uno stato d’animo collaborativo e fiducioso nei confronti del loro partner umano. Perché lo scopo finale è di raggiungere una partnership tra uomo e cavallo, un binomio in armonia, che comunica e gode della compagnia reciproca.

Oggigiorno i nomi più famosi sono: Tom e Bill Dorrance, Ray Hunt, Monty Roberts, Buck Brannaman, John e Josh Lyons e tanti altri. Sicuramente non sono tecniche completamente nuove, magari i nativi americani già le padroneggiavano essendo provetti cavalieri , ma in realtà non è questo ci interessa. Qui è dove si ferma la critica, che non riesce a trovare altri argomenti validi da attaccare; in realtà non importa quanto siano vecchi  o nuovi questi concetti,o chi li abbia scoperti,  la cosa importante è che funzionano e che, soprattutto, in questo momento si comincia a sentirne il bisogno.

Il cavallo, un animale che sempre affascina l’uomo, ma spesso considerato, strano ,matto?, volubile, incomprensibile;  bene ora abbiamo gli strumenti per capirlo e comprenderlo e per poter convivere insieme in armonia. Se vogliamo possiamo farlo, ma è un passo che spetta a noi compiere, in quanto siamo noi che vogliamo rapportarci con lui, siamo noi che abbiamo “messo” questo animale nelle scuderie a contatto con gli uomini, loro se ne sarebbero rimasti tranquillamente al pascolo a vivere la loro vita insieme ai loro simili.

Oggi l’equitazione è un hobby, si sale a cavallo per stare bene nel tempo libero e quindi i proprietari di cavalli amano il proprio compagno e stanno iniziando a cercare un modo nuovo di comunicare, credo che sia un’ evoluzione della coscienza collettiva. Oggi chi va a cavallo, lo fa perché lo desidera e non perché deve, per cui i cavalli iniziano ad essere considerati partner e non semplici mezzi per vincere un trofeo.

Se interessati ai concetti fondamentali della Natural Horsemanship, potete leggere e consultare la pagina “Addestramento cavalli” a questo link.  Inoltre ci potete contattare per fare insieme a noi e al vostro cavallo delle sezioni di lavoro personalizzate in base alle vostre richieste e necessità.

Sillar Creek Ranch Natural Horsemanship
Sara e Devis al Clinic di Buck Brannaman, novembre 2016.